Assegno unico per i figli, nel 2022 la rivoluzione per le famiglie. Ecco come funziona e quanti soldi vale

Cos’è e come funziona l’assegno unico e universale per i figli? Quando, come e a chi fare domanda per averlo? Quanto spetta e quando arriveranno i soldi? Ecco le risposte ai principali quesiti sul nuovo sostegno per le famiglie.

Che cos’è l’assegno unico e universale? E perché si chiama così?
Si tratta di un beneficio economico mensile, attribuito dal mese di marzo di ciascun anno al mese di febbraio dell’anno successivo, secondo un criterio di progressività (importi più bassi per redditi più alti) a tutte le famiglie con figli a carico: un solo strumento che va a tutti e per ogni figlio a carico, a prescindere da reddito e occupazione, anche se in misura diversa perché calcolato in base alla condizione economica e patrimoniale del nucleo, misurata dall’Isee.

Come nasce l’assegno unico?
Nasce come decreto legislativo in attuazione della legge numero 46 del primo aprile 2021 che delegava il governo ad adottare uno o più decreti legislativi per “riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva, le misure a sostegno dei figli a carico, attraverso l’assegno unico e universale”. L’obiettivo è “favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l’occupazione, in particolare, femminile”.

Quando entrerà in vigore?
Il decreto legislativo è stato approvato in via definitiva, dopo il parere consultivo della Conferenza Stato-Regioni e delle commissioni parlamentari, dal Consiglio dei ministri del 23 dicembre 2021. L’assegno verrà accreditato dall’Inps via bonifico a partire dal primo marzo 2022. Le domande possono essere presentate all’Inps dal primo gennaio 2022. Per fare domanda serve l’Isee, altrimenti senza Isee si incassa la somma minima.

L’assegno unico prende il posto di altre misure esistenti?
Sì, l’assegno unico sostituisce: l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, il premio alla nascita (bonus mamma domani), le detrazioni fiscali per i figli, l’assegno per il nucleo familiare, l’assegno di natalità (bonus bebè). Il bonus bebè scade il 31 dicembre 2021 e non è stato rinnovato. Il bonus mamma domani non verrà erogato nei mesi di gennaio e febbraio 2022. Detrazioni e assegni familiari scompariranno dalle buste paga di marzo 2022.

L’assegno è riconosciuto solo per i figli minorenni?
Vale per ogni figlio minorenne a carico e decorre, per i nuovi nati, dal settimo mese di gravidanza. L’assegno è riconosciuto anche per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del 21esimo anno di età, a determinate condizioni: se frequenta un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea o svolge un tirocinio oppure lavora e il suo reddito complessivo è inferiore a 8 mila euro o è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i Centri per l’impiego o svolge il servizio civile universale. L’assegno è poi riconosciuto per ciascun figlio disabile senza limiti di età.

A chi spetta l’assegno?
Spetta in parti uguali “a chi esercita la responsabilità genitoriale”, salvo quanto previsto nei casi di affidamento esclusivo, nomina di tutore e presentazione della domanda da parte dei figli maggiorenni. Al momento della nascita di ogni figlio, si prevede che l’ufficiale di stato civile informi le famiglie sull’assegno.

Quali sono i requisiti per richiedere l’assegno?
Chi richiede il beneficio deve “congiuntamente” possedere questi requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolare di permesso di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente oppure essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Ue in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a lavorare per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore ai sei mesi
  • essere residente e domiciliato in Italia
  • essere o essere stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale

Quanto spetta per ogni figlio minorenne?
Per ciascun figlio minorenne è previsto un importo pari a 175 euro mensili. Questo importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15 mila euro. Per livelli di Isee superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40 mila euro. Per i livelli superiori a 40 mila euro l’importo rimane costante.

Quanto spetta per ogni figlio maggiorenne?
Fino al compimento del 21esimo anno di età è previsto un importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15 mila euro. Per livelli di Isee superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40 mila euro. Per livelli di Isee superiori a 40 mila euro l’importo rimane costante.

C’è una maggiorazione per i figli successivi al primo?
Sì. Per ciascun figlio successivo al secondo (dal terzo figlio in poi) è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15 mila euro. Per livelli di Isee superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40 mila euro. Per livelli di Isee superiori a 40 mila euro l’importo rimane costante.

Cosa si prevede per i figli disabili?
Per ciascun figlio disabile minorenne è prevista una maggiorazione degli importi: 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, 95 euro mensili in caso di disabilità grave e 85 euro mensili in caso di disabilità media. Per ciascun figlio con disabilità maggiorenne fino al compimento del 21esimo anno di età è prevista una maggiorazione pari a 50 euro mensili. Per ogni figlio a carico con disabilità di età pari o superiore ai 21 anni è previsto un assegno pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15 mila euro. Per livelli di Isee superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40 mila euro. Per livelli di Isee superiori a 40 mila euro l’importo rimane costante.

Cosa si prevede per le madri?
Per le madri di età inferiore ai 21 anni è prevista una maggiorazione dell’assegno pari a 20 euro mensili per ciascun figlio.

E se entrambi i genitori lavorano?
Nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 30 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15 mila euro. Per livelli di Isee superiori, si riduce gradualmente fino ad annullarsi in corrispondenza di un Isee pari a 40 mila euro. Per livelli di Isee superiori a 40 mila euro la maggiorazione non spetta.

Cosa succede se chi richiede l’assegno non presenta l’Isee?
In assenza di Isee spettano gli importi mensili corrispondenti a quelli minimi previsti per i vari casi. Ad esempio, 50 euro per un figlio minorenne, 25 euro per un figlio maggiorenne fino a 21 anni, 15 euro di maggiorazione dal terzo figlio in poi, 25 euro per un figlio disabile di età superiore ai 21 anni.

Cosa si prevede per le famiglie numerose?
Ai nuclei con quattro o più figli viene riconosciuta, dal 2022 in poi, una maggiorazione forfettaria pari a 100 euro mensili per nucleo.

L’importo dell’assegno cambia nel tempo?
Esiste una clausola di indicizzazione, in base alla quale gli importi dell’assegno sono adeguati annualmente alle variazione dell’indice del costo della vita-

C’è qualcuno che ci perde nel passaggio dai benefici attuali all’assegno unico?
Questo rischio esiste per 400 mila famiglie. Ecco perché è stata pensata una maggiorazione transitoria mensile dell’assegno per i primi tre anni (2022-2024) proprio per consentire la graduale transizione alle nuove misure. Per richiedere questa maggiorazione i nuclei interessati devono avere entrambe queste condizioni:

  • un valore dell’Isee non superiore ai 25 mila euro
  • l’effettiva percezione nel 2021 dell’assegno per il nucleo da parte del richiedente che lo deve autodichiarare al momento della domanda all’Inps

Il decreto legislativo stabilisce le modalità di calcolo di questa “maggiorazione transitoria”, pari alla somma di due ammontari – componente familiare e componente fiscale – al netto dell’assegno unico così come determinato in base all’Isee.

Questa “maggiorazione transitoria” mensile spetta inoltre per intero nel solo 2022 (dal primo marzo), poi spetta per un importo pari a due terzo nel 2023 e un terzo nel 2024 e nei primi due mesi del 2025. Non spetta più a partire dal primo marzo 2025.

Quando e come si presenta la domanda per l’assegno unico?
Si presenta a decorrere dal primo gennaio di ciascun anno ed è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo di quell’anno e il mese di febbraio del successivo. La presentazione avviene in modalità telematica all’Inps o presso gli istituti di Patronato. Le modalità saranno indicate da Inps sul proprio sito.

Chi presenta la domanda e da quando decorre l’assegno?
Un genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale. Il riconoscimento dell’assegno decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. E se la domanda è presentata entro il 30 giugno, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo di quello stesso anno. L’assegno è riconosciuto dall’Inps entro 60 giorni dalla domanda, fermo restando quanto disposto in termini di decorrenza.

Cosa succede se nasce un nuovo figlio mentre già si fruisce dell’assegno?
In caso di nuove nascite durante la fruizione, è possibile comunicare la modifica della composizione del nucleo familiare mediante un’apposita procedura telematica all’Inps o presso i Patronati entro 120 giorni dalla nascita del nuovo figlio, con riconoscimento dell’assegno dal settimo mese di gravidanza.

A chi viene erogato l’assegno?
L’assegno è corrisposto dall’Inps ed è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta – in mancanza di accordo – al genitore affidatario. In caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato.

I figli maggiorenni a carico possono presentare da soli la domanda?
Sì, possono presentare la domanda in sostituzione dei genitori e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno a loro spettante.

Dove viene erogato l’assegno?
Mediante accredito su Iban ovvero mediante bonifico domiciliato.

Cosa succede nei mesi di gennaio e febbraio di ogni anno?
Si fa riferimento all’Isee in corso di validità a dicembre dell’anno precedente.

L’assegno unico è compatibile con altre misure?
Sì, l’assegno è compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro in favore dei figli a carico che siano erogate da Regioni ed enti locali.

L’assegno è compatibile con il Reddito di cittadinanza?
Sì, anzi viene corrisposto d’ufficio congiuntamento al Rdc. Il beneficio complessivo è determinato sottraendo dall’importo teorico spettante la quota del Rdc relativa ai figli che fanno parte del nucleo familiare, calcolata sulla base della scala di equivalenza.

Si pagano le tasse sull’assegno unico?
No, l’assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Fonte: www.repubblica.it

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