Bonus asilo nido 2024: come accedere, requisiti e importi

Il bonus asilo nido 2024 presenta importanti novità, previste dalla Legge di bilancio per sostenere le famiglie e la natalità. L’importo del bonus asili nido e supporto domiciliare, in vigore dal 2017, nel 2024 aumenta ma solo per le famiglie con almeno due figli sotto i dieci anni.

Bonus asilo nido 2024 fino a € 3.600: i requisiti

La Manovra, quindi, presenta un incremento del beneficio economico importante, ma molto selettivo. Il Beneficio può arrivare fino all’importo massimo di 3.600 euro/anno per:

  • le famiglie fino a 40.000 di Isee;
  • le nascite/adozioni che si verificano dal 1° gennaio 2024;
  • nuclei con già almeno un altro figlio di età inferiore ai dieci anni.
  • se non viene presentato l’Isee o qualora il bonus sia richiesto dal genitore che non fa parte del nucleo familiare del minorenne, è possibile beneficiare del valore minimo di 1.500 euro.
  • per il contributo di assistenza domiciliare valgono gli stessi importi.

Se l’Isee minorenni valido viene presentato in un secondo momento, si avrà diritto all’importo maggiorato solo per le mensilità successive alla presentazione.

Il bonus asilo nido non è cumulabile con la detrazione per il pagamento delle rette. Si ha diritto al contributo anche in caso di adozione, come conferma il portale Inps: “In caso di adozioni o affidamenti preadottivi verrà presa in considerazione la data più favorevole tra il provvedimento di adozione e la data di ingresso in famiglia del minore, purché successivo al 1° gennaio 2016”.

Quali spese copre il bonus asilo nido 2024

Il bonus consiste in un rimborso per le rette effettivamente pagate per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e per il pagamento di forme di assistenza domiciliare, fino a tre anni, in caso di gravi patologie croniche.

Anche le strutture devono rispettare determinati requisiti. Se non c’è dubbio sul riconoscimento delle spese effettuate verso un asilo nido pubblico, quelli privati devono rientrare nella definizione fornita dall’Inps con una circolare del 2020: “Strutture che abbiano ottenuto l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento da parte dell’ente locale competente, a seguito della verifica del rispetto di tutti i requisiti tecnico-strutturali, igienico-sanitari, pedagogici e di qualità previsti dalle vigenti normative nazionale e locale, ai fini dello svolgimento del servizio educativo di asilo nido. Sono, pertanto, escluse dal rimborso le spese sostenute per i servizi all’infanzia diversi da quelli forniti dagli asili nido (ad esempio ludoteche, spazi gioco, pre-scuola, ecc)”.

Per il contributo per assistenza domiciliare, è necessaria un’attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta che certifichi “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica” per l’intero anno.

Bonus asilo nido 2024, chi può accedere

Non ci sono limiti reddituali per accedere al Bonus asilo nido, ma sulla base della condizione economica si stabilisce l’importo massimo del beneficio.

Ecco quali sono le condizioni soggettive per accedere all’agevolazione:

  • la richiesta deve arrivare da chi sostiene direttamente il pagamento della retta;
  • questo soggetto deve appartenere al medesimo nucleo familiare del minore;
  • nel caso del contributo per l’assistenza domiciliare, la residenza del bambino o della bambina e del genitore che richiede l’agevolazione devono coincidere.

Possono fare domanda per il Bonus asilo nido anche:

  • stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale equiparati a cittadino italiano;
  • titolari di Carta blu, “lavoratore altamente qualificato”;
  • lavoratori di Marocco, Algeria e Tunisia per i quale gli accordi euromediterranei tra l’Unione europea e questi Paesi prevedono il generale diritto alla parità di trattamento con i cittadini europei;
  • lavoratori autonomi titolari di permesso, per il quale l’inclusione tra i potenziali beneficiari è motivata dalla circostanza che la norma non discrimina il lavoro autonomo da quello dipendente;
  • persone in possesso dei seguenti permessi: lavoro subordinato di durata almeno semestrale;
  • lavoro stagionale di durata almeno semestrale; assistenza minori; protezione speciale; casi speciali; residenza in Italia.

Come fare domanda per il Bonus asilo nido

Per ottenere il rimborso delle rette, il genitore che sostiene il pagamento deve fare domanda all’Inps. Come da prassi, è possibile rivolgersi ad un Patronato o fare richiesta autonomamente online, usando una delle solite credenziali (Spid, Cie, Cns). Da notare che già nella fase di prenotazione delle risorse a disposizione è necessario indicare, oltre alle informazioni che riguardano il minore, anche i dati dell’asilo nido e delle mensilità di frequenza.

La domanda può essere suddivisa in due fasi: prima si “prenota” il beneficio sul sito Inps, poi si completa la domanda allegando le spese effettivamente sostenute entro la metà dell’anno successivo, giugno 2025. La richiesta deve essere inviata entro il 31 dicembre 2024, mente per l’inoltro della documentazione che provi le spese sostenute c’è tempo fino a metà dell’anno successivo. La semplice domanda non dà accesso al bonus asilo nido.

Cosa cambia con il bonus asilo nido 2024

Senza dubbio l’incremento del bonus asilo nido 2024 rappresenta un incentivo alla natalità, anche se il limite minimo dei due figli ne restringe il campo di applicazione, considerando che la fecondità media si aggira sull’1,24 figli per donna. Analogamente, anche la decontribuzione totale si applica per le mamme di due o più figli fino ai dieci anni.

Dati Istat alla mano, mentre all’inizio del calo demografico (2008-2009), la contrazione riguardava soprattutto il calo dei secondi figli e di quelli successivi, oggi l’abbassamento si manifesta con una minor presenza di primi figli. L’Istituto stima che tra le donne nate negli anni ‘80, quindi vicine alla fine della loro fase riproduttiva, ben una su quattro non abbia figli, e poco più della metà (51,3%) ne abbiano avuti due o più, mentre una su quattro ne ha solo uno.

Il trend è peggiorato negli ultimi anni nei quali è cresciuta la fecondità per le età superiori ai 30 anni e la tendenza al recupero (ovvero le nascite che avvengono in età più avanzate da parte di chi ha posticipato l’arrivo di figli), si ha solo a partire dai 35 anni. L’età media al parto rispetto al 1995 è di due anni più alta, e oggi raggiunge i 32,4 anni.

D’altra parte, il bonus asilo nido 2024 intercetta un problema molto sentito dagli italiani: la carenza dei servizi per l’infanzia che, secondo un sondaggio condotto da EMG per Adnkronos, rappresenta un ostacolo ad avere figli per più di 1 italiano su 4 (28%). In particolare, la carenza di asili nido sulla penisola è una delle urgenze principali, seppure in lieve miglioramento rispetto al passato.

Fonte: www.adnkronos.com

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