Bonus Donne, confermato il sostegno per arginare il gender gap nel mondo del lavoro

Buone notizie sul fronte occupazione femminile: è stato riconfermato il Bonus Donna anche nel 2023 che promuove l’assunzione di lavoratrici. Un provvedimento che dovrebbe aiutare a colmare il gender gap, su cui l’Italia è tra gli ultimi della classe.

Il 16 novembre 2022, il Ministero del Lavoro ha approvato il decreto con il quale si individua a partire dal 2023 l’applicazione dell’esonero contributivo previsto per tutti i datori di lavoro che assumano donne rientranti in determinate casistiche, in questo caso, che operano in settori dove la disparità di genere è superiore al 25%.

Come funziona il Bonus donna

L’esonero sarà disponibile sino a un massimo di 6.000 euro l’anno e verrà applicato qualora si assumano donne con contratto a tempo determinato, indeterminato, part-time o di somministrazione.

Quanto dura

Il tempo dell’esonero cambia a seconda del contratto fatto. Sarà di 12 mesi, nel caso in cui la lavoratrice sia stata assunta con contratto a tempo determinato. Di 18 se con un contratto a tempo indeterminato. L’incentivo può essere sospeso solo nel caso di assenza di lavoro della lavoratrice per maternità.

I requisiti per accedere al Bonus donna

Il bonus donne spetta ai datori di lavoro che hanno assunto donne rientranti nelle categorie “svantaggiate” che significa, nello specifico,

  • donne con oltre i 50 anni di età e disoccupate da più di 12 mesi
  • donne che risiedono presso una delle aree individuate dalla Carta degli aiuti, senza un impiego retribuito da almeno 6 mesi, indipendentemente dall’età
  • donne di qualsiasi età che svolgono professioni in settori economici dove la disparità lavorativa di genere ha un tasso elevato
  • donne senza limiti di età o residenza che sono senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

Come si richiede

Per richiedere il bonus, il datore di lavoro deve presentare la richiesta di esonero sul sito INPS accedendo al Cassetto Provvidenziale nella determinata area di appartenenza e compilando compilare il modulo 92-2012 INPS. Per l’applicazione del bonus donne non sono previsti limiti di età.

Gender gap, i settori lavorativi peggiori

La situazione non è particolarmente “rosa” quasi dappertutto. Ci sono però alcuni settori che si distinguono in negativo: tra questi troviamo, in testa alla classifica, le costruzioni (82%) seguite dall’industria estrattiva (68,5%) e dal settore impegnato nella gestione di acqua e rifiuti (64,7).

Migliora la situazione nell’area dei servizi, in particolare le Pubblica amministrazione: 29,6%. Chi se la passa peggio sono le donne in divisa: 96,5% di disparità.

Il problema del nostro Paese, però, è che in generale, nella classifica dell’inserimento delle donne nel lavoro, è spaventosamente indietro rispetto ai compagni di classe: siamo al 63esimo posto su 146 Paesi. Uno squilibrio che danneggia fortemente le donne e la loro capacità economica.

Fonte: www.iodonna.it

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