Digitale terrestre, milioni di televisori da rottamare. In arrivo il secondo bonus tv

Avete un vecchio televisore, magari nella cameretta dei figli, della nonna, o nella casa al mare? Potrebbe non funzionare più dal primo settembre, quando tutte le emittenti tv (Rai, Mediaset, La7 e le altre) trasmetteranno i loro canali con una tecnologia nuova: si chiama Mpeg-4 e manderà in pensione quella attuale (l’Mpeg-2).

La Fondazione Bordoni – che monitora la situazione per conto del governo e dell’arbitro del settore televisivo, l’AgCom – ha accertato che la totalità dei “primi televisori” reggerà l’urto del passaggio all’Mpeg-4. Ma nelle case degli italiani ci sono 36 milioni di televisori vecchi al punto da finire a schermo nero dal primo settembre.

Il governo Conte e adesso il governo Draghi non hanno sottovalutato il grido d’allarme delle emittenti tv. Fino al dicembre del 2022, le famiglie più povere – con un Isee a 20 mila euro – beneficeranno di un bonus per l’acquisto di un nuovo televisore o di un decoder esterno che salvi il vecchio apparecchio tv: il contributo copre la spesa fino a un massimo di 50 euro. Fino al 16 dicembre del 2020 sono stati erogati 328.511 bonus di questo primo tipo, al 21 gennaio 2021 il numero è salito a quota 388.100 (così si legge nel sito del ministero).

Ma un secondo bonus, ancora più energico, è adesso allo studio dell’esecutivo, consapevole che un rischio addirittura maggiore prenderà forma alla fine di giugno 2022, quando arriverà un secondo salto tecnologico. Le emittenti manderanno in pensione il vecchio digitale terrestre (DVBT) per mettere in capo quello di seconda generazione (DVBT-2), come l’Europa impone. In quel momento, a diventare obsoleti saranno anche molti primi televisori (quelli del salotto), si calcola che ben nove milioni di questi sarebbero da rottamare tra appena quattordici mesi.

Grazie al secondo bonus tutte le famiglie, a prescindere dal reddito, potrebbero acquistare un televisore con uno sconto alla cassa di 100 euro rottamando il vecchio tv.

Che cosa devono fare, in questo scenario, le famiglie italiane? Un decoder esterno salva tv si trova a cifre molto basse. Può rimettere subito in pista il suo vecchio apparecchio, finanche quello con il tubo catodico se dotato della presa a scart che consente di collegare il decoder.

In vista di giugno del 2022, conviene invece prendere il telecomando e verificare se i nostri televisori vedono i canali di test che sia la Rai sia Mediaset hanno acceso al tasto 100 e 200. Se vedete uno schermo nero sui due canali di test, se neanche riuscite ad agganciarli, se la visione vi è negata anche dopo la risintonizzazione, il vostro apparecchio è probabilmente destinato alla rottamazione. Come percorso alternativo, controllate se il televisore ha sull’etichetta le scritte DVBT-2 e – a seguire – HEVC Main10. Questi due requisiti (DVBT-2 e HEVC) garantiscono che l’apparecchio funzionerà anche oltre il giugno del 2022.

Fonte: www.repubblica.it

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